Chiesa di S.Antonio Abate

La chiesa di S. Antonio Abate (un tempo di S.Bartolomeo apostolo protettore dei macellai) si trova, provenendo da Via dei Sosii, sul lato sinistro di Via Domenico Giuliani (nota anche come Via Maggiore). La chiesa è neoclassica nella facciata (ristrutturata in questo stile in occasione del passaggio di proprietà del luogo di culto all'Accademia Romana dei Nobili Ecclesiastici) in cui si evidenziano quattro lesene terminanti con un capitello piuttosto basso. Al di sopra di esse un epistilio taglia orizzontalmente il prospetto; reca in latino un'iscrizione dedicatoria a Dio ed a S.Antonio Abate. Un timpano triangolare, dentellato lungo tutto il perimetro, conclude la struttura. Sul frontale esterno dell'ingresso è ancora visibile un putto che soffiando fa gonfiare la vela di una nave. Tale rappresentazione non è altro che il simbolo dell'Accademia Ecclesiastica che divenne negli ultimi anni del XVIII sec. la proprietaria della Chiesa rifatta secondo lo stile neoclassico e col consenso del pontefice Pio VI costruì nello stesso stile e a ridosso il "casino di villeggiatura" vale a dire il Palazzo, tuttora esistente, che affianca ed ingloba il predetto luogo di culto.


Ingrandisce foto Chiesa di S.Antonio Abate

Viene definito "Casino di villeggiatura" perché qui in passato era la sede estiva della citata Accademia; ne era protettore il papa Pio VI (1717-99) e per questo motivo il suo stemma troneggia sulla facciata del complesso. In questo Palazzo pernottarono S.Filippo Neri e più tardi Gregorio XVI nel 1834.

Il complesso ora è di proprietà Mariotti. Ma torniamo alla Chiesa di S.Antonio Abate. Essa è ad un'unica navata; verso la zona del presbiterio sono presenti due nicchie, una per ciascun lato residui della precedente chiesa dedicata a S.Bartolomeo e soppressa come parrocchia nel XVII sec. dal vescovo Marescotti. In passato a Tivoli c'era un'altra chiesa dedicata a S.Antonio Abate: era non lontana dalla Porta del Colle e molto prossima all'altra chiesa di S. Nicola. Essendo divenuta pericolante, i frati l'abbandonarono e si trasferirono, portando con loro la quattrocentesca statua lignea del Santo (di cui parleremo più avanti), nella chiesa di S.Stefano in Via dei Ferri. Quest'ultima sistemazione però non durò a lungo perché, a causa della noncuranza dei frati, la chiesa di S.Stefano fu sconsacrata nel 1782 e statua e culto di S.Antonio Abate approdarono finalmente nella chiesa di Via Domenico Giuliani, ex chiesa di S.Bartolomeo.


Ingrandisce foto S.Antonio Abate

Ma vediamo l'interno della chiesa.Vicino il portale (entrando sulla sinistra) è collocata una statua lignea di S.Antonio che appare seduto, rivestito con una veste gialla ed è avvolto in un ampio mantello scuro drappeggiato, che Gli copre le spalle per poi scendere fino ai piedi. Il volto è coperto da una lunga barba ed appare sofferente. L'artista lo ha scolpito con la mano destra posta in atto di benedire mentre con la sinistra regge un lungo bastone alla estremità del quale è un campanello. Complessivamente la statua è alta poco più di un metro (per l'esattezza cm.115). L'opera realizzata presumibilmente verso la fine del Quattrocento non è molto artistica; probabilmente fu commissionata dalla corporazione dei Vetturali.

Molto bella è la monocromia decorativa dell'interno, databile al 1794 ed opera di Stefano Tofanelli; sono sue infatti le tempere sulle pareti laterali ritraenti S.Pietro, S.Lorenzo, S.Paolo e S.Amanzio (che sono ripresi seduti su uno scranno poggiato su un alto piedistallo) così come sua è la tela ad olio che si trova al centro della parete sinistra raffigurante S.Pietro che stringe in mano le chiavi del Paradiso. Sull'altare maggiore si trova una grande tela del francese Pierre Mignard (1612-1695), raffigurante S.Antonio orante davanti un crocifisso su uno sfondo paesaggistico in cui si intravede la cascata di Tivoli. La tela da notizie certe era collocata fino al 1726 su un altare secondario laterale della vecchia chiesa di S.Bartolomeo, ma, proprio durante il predetto restauro neoclassico del luogo sacro, fu spostata e collocata per motivi di luce sull'altare maggiore.

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