Il Generale di Tivoli

All'interno del maestoso Santuario di Ercole Vincitore di Tivoli, nel corso degli scavi del 1925, fu riportata alla luce la celebre statua del "Generale di Tivoli", oggi esposta al Museo Nazionale Romano di Roma unitamente al ritratto di Alessandro Magno assimilato ad Ercole, anch'esso della medesima provenienza. Da queste opere è possibile solo immaginare la ricchezza dell'apparato scultoreo del Santuario. Probabilmente la statua in questione fu offerta come dono alla divinità.
Si tratta di una delle opere di maggior pregio della scultura di I secolo a.C., realizzata per un condottiero di Tivoli intorno al 70 a.C. (la mancanza del diadema non permette una maggiore identificazione), nella quale sono riprodotti tutti i parametri della statuaria onoraria ellenistica, di tradizione greca, ottenendo un prodotto finale di rara raffinatezza.


Ingrandisce foto Generale di Tivoli

Il generale è ritratto nudo, avvolto da un mantello che gli cinge i fianchi ed è sorretto dal braccio sinistro, alla stessa maniera di come venivano raffigurati gli dei ed eroi greci (c.d. "nudità eroica"), seppur con un panneggio più abbondante tale da coprirne gran parte del bacino.
Di lato è posta la corazza a corsetto (la corazza ellenistica per eccellenza), rilevatrice il suo rango militare, che serve da appoggio alla statua.

I tratti del viso, solcato dai segni della vecchiaia e con le labbra leggermente aperte, sono tipici della ritrattistica romana ai canoni e contrastano con il corpo muscoloso tipico delle sculture tardo ellenistiche così da rappresentare uno degli esempi più tipici di fusione tra l'arte ellenistica, con il suo carattere aulico, e quella romana, con il suo realismo fisionomico.

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