La sera del 14 agosto
Prima del giorno 13 agosto erano state compiute le sagre preci e discorsi morali in preparazione alla gran solennità della Vergine Assunta detti dal m.r.p. Ugolino da Macerata francescano dell'osservanza commissario di Terra Santa. Nel mezzo giorno si annunziò l'avviamento della festività col suono de' sagri bronzi, con salve moltiplicate di mortaletti sul monte Catillo e coll'armonia delle bande. La città tutta si vide in gran movimento e pel gaudio degli abitanti di ogni ordine e per l'arrivo de' forestieri accorsi ad onorare la vergine Madre. Era un bel vedere la maggior parte delle abitazioni delle strade più frequentate abbruttite dalla voracità del tempo, in sì breve imbiancate ea luogo a luogo fregiate di poetiche composizioni ispirate dalla più fervida divozione verso Maria.
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Gaudenzi - L'Inchinata
Sull'imbrunire del giorno 14 già partiva dalla cattedrale basilica la solita solenne processione che finì nel piazzale di S.Francesco coll'incontro delle due sagre immagini del Salvatore e della Vergine. Ai due archi coperti di verdura ove prima ponevano le venerate immagini per farsi a vicenda l'inchino, furono sostituiti quattro angioli di gesso in gran persona, che genuflessi sopra ampie aventi in mano festoni di fiori, formavano arco passaggio delle sagre immagini. Alla illuminazione della città aggiungevasi pure quella della facciata dell'interno della chiesa, che non poteano esser più gaie e più ricche. Le prodigiose effigie furono di fronte a due altari, ove i sacerdoti doveano l'indomani celebrare il divin sagrificio ei fedeli nel vedere da vicino quei sagri dipinti, che spiravano la più soave commozione di teneri affetti.
Sagre funzioni eseguite nei giorni 15 e 16 agosto
Venne iniziata la festività della Vergine Assunta in cielo e col suono de' sagri bronzi e collo sparo dei mortaletti in gran numero. A terza si celebrò messa solenne dal rmo D. Agapito arcidiacono Proli, primaria dignità della cattedrale basilica. Vi assisterono il vescovo diocesano, il rmo capitolo, gli alunni del seminario e l intero corpo della magistratura. Il sagro rito veniva accompagnato da scelta musica vocale e istrumentale eseguita da cinque professori della vicina capitale e dai dilettanti della città, composta dall'egregio maestro di cappella della cattedrale basilica sig Ignazio Vergelli. Compiuto il divin sagrificio si rinnovò l'incontro delle due sagre immagini come nella sera antecedente nel piazzale di S.Francesco, muovendo quella del Salvatore processionalmente alla cattedrale, e l'altra della Vergine ritornando alla chiesa di S.Francesco. Nelle ore pomeridiane si cantò vespro solenne, ed appresso si elogiarono le grandezze della Vergine Assunta con erudita orazione panegirica dell'esimio domenicano p. Giacinto De Ferrari, ed in fine chiuse la solennità il divoto canto delle litanie lauretane.
Alle sagre funzioni si unirono gli spettacoli pubblici. Nella notte vi fu il primo de' fuochi artificiali fuori della porta S.Croce. Tutta quella deliziosa strada era vagamente illuminata come pure il campanile e la facciata della chiesa non che tutte le vie della città. Il giorno 16 fu pur solenne per la festività della Vergine Assunta, perchè tutte le sagre cerimonie e le dimostrazioni di gioia furono eguali anche in questo. La presenza però di monsignor Brigante Colonna tiburtino vescovo di Recanati e Loreto, per chiarezza di natali e per innocenza di vita ben noto, accrebbe di gran lunga la celebrità di un tal giorno, perchè invitato alla sua città per essere a parte della solennità della coronazione della sagra immagine, cantò messa pontificale accompagnata da musica vocale e strumentale, a cui facevano corona egualmente il capitolo canonicale, il seminario vescovile e il magistrato. Dopo i vesperi solenni il p. Anacleto da S.Felice de' minori osservanti lettore generale di teologia nel convento di Aracoeli recitò una dotta orazione panegirica ad onore della Vergine Assunta. La solennità venne compiuta coll'armonioso canto delle litanie lauretane.